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Non avevo sotto la memory, ma ci tenevo a lasciare qui la serata di venerdì..bella! Un pò meno il pogo selvaggio che mi ha spinto direttamente sotto Caparezza, sono stata pestata e lavata..però gran bello spettacolo, quel che si dice essere "spettacolo"! Non solo un tizio che canta..anche se una folla di giovani che salta, urla le stesse parole e ride vale eccome..anche se è solo musica. bibbidi bobbidi bhu!
Metto a fuoco intorno a me..che in realtà a tutti voi vi ho perso tra la folla. Che non c'è stato niente di male passare una sera con gente simpatica, che per inteso frequento ogni volta che esco di casa..chi più chi meno..
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skigalletita alle ore 16:59 |
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- Uh, che balconcino..
- Io non ho balconcino, and my flowers fall down and they crash...
- I fiori non si distruggono
- I vasi si.
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skigalletita alle ore 13:20 |
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Ho la brutta sensazione:
di vivere al di fuori del mondo,
quello sociale, che ho contribuito a creare
ho paura di aver speso una settimana e mezza per niente
ho l'ansia, il panico, la collera, la preoccupazione di nn riuscire
...e di aver fatto una delle solite, grandi, banali, cazzate.
A volte vorrei piangere, non riesco. Però ho bisogno di
fare uscire un peso da dentro..
e ho paura di essere una stronza madornale
a pensare che mi devo concentrare sullo studio
piuttosto che sugli affetti, non capisco più
le reali priorità che dovrei stabilire..
ho tentato di prendere contatto con..
inutilmente, ma la qual cosa mi ha fatto
preoccupare tantissimo. Ho paura..
Ho paura, tantissima, di una perdita e di un esemplare fallimento.
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skigalletita alle ore 23:06 |
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Oggi mi sento un pò come quell'uomo con le ossa di vetro.
E anche come quella ragazza bellissima che aveva paura.
Però oggi, dopo un bel pò, torno ad essere felice.
Forse perchè ho voltato qualche pagina.
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skigalletita alle ore 15:29 |
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Avevo deciso alcune cose.
Naturalmente sono tutte andate per il verso sbagliato.
E' un pò che mi risuona dentro la testa
"se non lo vuoi tu non potrà mai cambiare"
finora penso che mi sia andata bene, troppo bene, immagino.
allora mi sento così male, perchè è come se non fosse mai cambiato niente.
Possono bastare piedi nuovi che passano vicino ai miei?
Serate diverse, o io che mi convinco di aver cambiato abitudini?
cazzo, perchè è così difficile?
parlare
capirsi
capire me stessa
capire le parole che mi escono
capire il perchè dei sms la mattina dopo
il momento di dire basta
il momento di smettere di pensare "basta"
le persone che soffrono e io che non me ne accorgo
persone nuove che arrivano
quelle che sono sempre state lì,
ah! ma che simpatico quel tipo..
è sempre stato in corso con noi..
eh si, cara mia.
svegliati, Annalisa.
mi muovo da sola,
o forse sono gli altri che mi muovono.
è probabile che io non mi sia mai mossa..?
è mai possibile!!!!
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skigalletita alle ore 16:43 |
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You only see what your eyes want to see
How can life be what you want it to be
You're frozen when your heart's not open
You're so consumed with how much you get
You waste your time with hate and regret
You're frozen when your heart's not open
If I could melt your heart
We'd never be apart
Give yourself to me
You are ...the key
Now there's no point in placing the blame
And you should know I'd suffer the same
If I lose you, my heart would be broken
Love is a bird, she needs to fly
Let all the hurt inside you die
E' più o meno così che mi sento adesso.
Fredda, sola.. se solo riuscissi a sciogliere i sentimenti altrui, a dissolvere le cose dette e che hanno ferito, gli errori, le scuse, tutto quello che credo di aver sbagliato. Se solo potessi parlare con diverse persone. Se solo avessi impedito di lasciar al tempo di fare la sua ingente parte.
Corvi e ricordi lasciati indietro. E per quanto mi guardi attorno sono solo ricordi. Che per quanto io li senta così forti e parte di me, della mia crescita, di quello che sono io adesso...cosa pensano le persone che ho lasciato andar via? Pensano ogni tanto a me, ai momenti passati loro? Mi penseranno da adulti, guardando i loro bambini adolescenti, tredicenni, diciottenni?
In realtà provo a ragionare, ad usare solo la testa, e capisco che il movimento incessante del "vivere" pretende tutto questo. Pretende che noi cambiamo, pretende che ci inseriamo in un contesto culturale di relazioni effimere e di contorno, pretende che per diventare adulti lasciamo indietro cose e persone che non vogliono più appartenerci, pretende che per conquistare un'identità dobbiamo sacrificare dei rapporti che ormai appartengono al passato.
Per Miriam, che forse mai leggerà questa parte di me, cos'è restato? Cosa rimane in lei dei pomeriggi, dell'importanza della sua figura contro tutte le altre, delle parole spese a mia difesa, di quelle parole che ho detto a tradimento. Spesso ho pensato volesse sentirsi più libera dalla mia presenza. Poi ho capito che sarebbe stata la cosa migliore smettere di dipendere da qualcuno. Cominciare a sentire il parere di qualcun'altro. E così le persone vanno e vengono, riusciamo anche a dimenticarle, dopo i pianti, le delusioni, i tradimenti, l'invidia, ma anche le ore inerminabili passate a mangiare gelati e programmare preghiere e attività.
Cos'è rimasto per Giovanna? Forse la voglia di ristabilire un legame. Forse ancora devo capire. Dopo anni passati nella stessa stanza, con gli stessi fumetti, i cd e la musica hip hop che non mi piaceva e che ora vorrei tanto iniziare ad ascoltare e ballare. Perchè non è stupida come pensavo (questa musica, intendo), è piena di parole. Fatti. Ad un certo punto si è finalmente accorta che poteva, o doveva, fare a meno di me. Per non sentire di aver fatto troppo, o tutto. Io avrei dovuto svegliarmi. Io avrei dovuto capire che non basta dare le cose per scontate e lasciare che ne succeda una dopo l'altra. Vederla parlare con quell'altro gruppetto di ragazze che poco considerava fino all'estate prima mi ha veramente fatto percepire che se ci siamo o meno, in fondo fa lo stesso. Come si possono dimenticare anni su anni di amicizia? O far finta, o non volere più che ci siano stati? Come ho fatto ad essere così scema? Perchè rovino sempre tutto, sbaglio a parlare. Lo dico sempre. Ma forse ci sono cose che non riuscerò mai a sistemare nella mia testa.
Ed ora Chiara. Dea che guardavo parlare a bocca aperta. Che ammiravo per tutti i ragazzi che riusciva ad avere. Per i racconti che mi fanno crepare di paura. Per essere l'unica persona che mi era davvero accanto mentre non capivo che quell'omino poco gli importava di uscire con me. Quanto è stupido..forse c'ha problemi più di me. Anche se è dura. Chiara che sempre così, inaccesibile e intelligente insieme. Forse ha ragione lei. Forse. Se fosse tutto come in un film ed ad un certo punto uno dei due dicesse "dobbiamo parlare", boh, magari sarebbe più bello, qualcosa si potrebbe capire di più, risolvere. Ma non succede mai.
So che non sarà mai più lo stesso se loro e tanti altri ricomparissero d'improvviso. You know, il tempo trascorso di mezzo. Per cui io mi sentirei terribilmente indietro o completamente in un'altra vita..ma, sapete, non mi dispiacerebbe affatto.
Scritto in un momento di pazzia da:
skigalletita alle ore 14:26 |
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Ho smesso di guardarti mentre dormivi, perchè adesso mi rubi la coperta. Dimentico sempre di arrotolarmi il piumone addosso così non succede. Ho preso a bisticciare e sbottare, ma ti adoro, lo sai immagino. Mi piace un sacco quella sensazione di bufera terminata, e che ti posso pensare mio per sempre, quanto voglio, padrona e causa di qualche sentimento. Mi piace stare nella tua testa, strappare priorità e importanza. Apro gli occhi e penso che sei sciocco, buffo, o che sei l'uomo migliore del mondo. Ho guardato giù dal terrazzo e non mi rendevo conto di quanto fosse ripida, sono proprio caduta, in picchiata. Ma è come se mi fossi spiaccicata su una di quelle caramelle che mi piacciono un sacco, i marshmellow, morbidi e dolci...e rosa. Come i baci, non quelli che pretendo, quelli invece che poi non vedo più niente. Solo fiorelletti e nuvolette. L'amore sbandato, bisticciato, adorato, pizzicato, che perde e che vince, che sa tutto ma deve ancora imparare un sacco di cose..perchè vero che dovrà ancora passare un sacco di tempo? "I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l' ho ancora detto".
Perché dipendo da te ... Dai tuoi begli occhi neri
Dalle mani, dai piedi ... Li voglio mangiare
Dipendo da te ... Dai tuoi desideri
Dai denti bianchi
Dal gusto che hai ... Dalle storie che muovi
Dai baci profondi ... E da quelli che neghi
Dipendo da te ... Dipendo da te
Mi hai spostato la sedia e non ho pensato più a niente. Ma mi piace essere corteggiata, sono una ragazza. E poi ho pensato che non ho capito proprio cosa stavo facendo, ma mi piaceva, senza se, senza ma, senza categorie di principe azzurro, senza pretese su di te. Farò smorfiette fino a che tu ti stancherai. Smetterò di colorarmi le unghie se non mi sopporterai più. Metterò scarpe basse per alzarmi sulle punte. Magari diventerò brava a perdere nei giochi che vinci sempre tu, o a cucinare...sarà mica irreversibile? Leggera leggera come una farfallina...
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skigalletita alle ore 14:21 |
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Com'è che le donne si sono dimenticate di quel marzo 1908?
Com'è che vanno a finire nei locali notturni e pensano che per un momento possono permettersi di schiavizzare bambolotti in perizoma? come se questa fosse la rivincita che ci siamo guadagnate. No no, non è rancore. Solo ricordo. Le streghe, il peccato, l'utero ospite, la casa, la fabbrica. Eccetera.
Comunque sia, è stato un sabato strano.
Che una delle prime volte ho pensato al Pedro come un poteziale posto da raggiungere. No, forse era la seconda volta. Ho guidato io, sono emancipata o no? Ho rivalutato l'hip hop. Anima svelata sotto una felpa nera, grigia a righe, rosso comunista, il maglione rosso dell'ingeniere donna. Il tipo che viene dal sud, e che sono tutti uguali, di solito si dice anche per gli stranieri (stavo scherzano, oddio). Similitudine = quella che si usa con "come" "as like as", invece la metafora non ha bisogno di niente di tutto ciò.
A volte sento gli estremi, quelli dei centri sociali, quelli della destra cattolica. Faccio seriamente fatica a capire entrambi. Eppure, sappiate, non gli sono mai stata estranea, all'uno come all'altro. Sono la brava ragazza, niente droga, quella pseudo bionda che è arrivata ad un certo punto al Pedro. Sono quella che è seriamente cresciuta a pane, Chiesa, subordinazione all'autorità.
E mi fa dannatamente schifo.
Pagherei i miliardi per avere due genitori con la testa rivoluzionaria e sovvertiva. Ho una mamma fiorellino, poco si rende conto delle cose semplici. Papà è il proletario, quello che è cresciuto a lavoro in fabbrica. La capite la situazione? campagna cattolicissima, come Isabella e suo marito, ma allo stesso tempo memore di povertà e sacrificio. Che a poco a poco si è vista sgretolata ad un 4% sul Pil, e ha mandato i bambini a scuola. Quella generazione che ha cominciato a pensare ai figli come fonte di spesa, diritti, un cambiamento sociale. Ma allo stesso tempo si rivela la massa contadina industriale più inerte che io possa mai aver conosciuto. La gente che sta bene, quella che vota a destra, che va in Chiesa perchè si deve, che si preoccupa per lo status, quella trova giustificazione a non volere che le cose cambino..comodo, si dice. Chiamali stupidi.
Ma cazzo, siamo nati dalle lire, dai tempi del catechismo, la liquirizia e il mandarino la domenica dei miei genitori, dall'indigenza, dai miei nonni che mentre il regime muoveva nazionalismi di chi campava, loro ospitavano sfollati. Loro che non c'avevano un cazzo apparte le galline e le vacche, aprivano la casa a chi c'aveva meno di loro. Questi sono i veneti a cui pensavo. Siamo cresciuti correndo tra le vigne, rotolandoci sui prati con i cani, i gatti. Sono cresciuta dormendo l'estate in giardino, perchè dormire fuori casa ci si cagava addosso dalla paura, ma dio se era bello. E i cani che facevano la guardia. Stalla, vacche, macellai, orti, la mano della nonna che mi portava a prendere il latte. La nonna, saggezza materna. Lei che è stata donna davvero, la donna con le spalle e i coglioni. → metafora
Come posso come ragazza, donna, femmina, come posso permettermi di dimenticare le mie donne, i miei uomini, i padri, i nonni, le zie, mia nonna, le madri..la mia storia? Come posso fare a meno di capire? Ignorare, far finta che esista solo il mio phard, quella merdosissima musica unz, quella squallida gente che balla stigmatizzata sui cubi, che esista solo il mio mondo, solo questo modo di divertirmi.
Ci stiamo divertendo solo noi. Basterebbe solo un poco di autocoscienza per capire il significato delle feste che vengono e passano. Donne, pretendete la tutela e l'autodeterminazione senza trattenerla coi denti? Senza sapere chi siete e da dove provenite?
Continuiamo a ballare, và..
Scritto in un momento di pazzia da:
skigalletita alle ore 14:13 |
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Dio quanto odio aprire e chiudere la bocca e star un male cane.
Non sto parlando di metafore, almeno questa volta!
Odio il male ai denti, e quello che c'è senza i denti...
Cazzo! e il mal di testa che viene di seguito..
Uffaaaaa...
sento di avere una milza nel cervello
che funziona a rilento e si contrae per il male
ma ho letto una cosa bellissima...
"siete l'unico motivo per cui valga la pena di vivere, tutte, dalla prima all'ultima.
Noi siamo invece brutti e con poca fantasia...
non vi basta? "
Boia...
grazie
che bello..
però alle donne serve farselo dire un sacco sacco sacco di volte..
come i petali di margherita che non finiscono mai..
e alle volte la si butta,
come le cose belle che divengono normali...
ad un certo punto non sono più riuscita a bere il latte la mattina.
Ma dura un giorno, poi sento che mi manca..
non sopporto il thè e quelli che dicono che fa leggerezza,
solo perchè è trasparente..
caffeina, teina..
stesso, no?
abbiamo la facoltà di capire e comprendere
per creare la tristezza, per spezzare fiducia.
tanto anche se ci rimane tutto
comincieremo a sognare
quello che non abbiamo più,
e se manca troppo, desideriamo
quello che non possiamo toccare..
ma basta...
in malora!
Scritto in un momento di pazzia da:
skigalletita alle ore 22:07 |
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Ecco. Ci risiamo.
Non avevo risolto?
Ero riuscita a trovare ordine,
si vede anche dalla mia stanza.

E invece no.
Come se ci fosse una maledizione continua,
perdo le cose, perdo la forza, perdo l'entusiasmo, m'offendo.
Ti ho scoperto stronzetta, hai pensato che quell'enfatuazione nn mi spettava.
Bhe che puttana, ma è questo l'uomo, emotivamente tiranno egoista.
Non è colpa mia, e poi pensavo di avere ragione io.
Cosa è successo nel mentre?
Scusa perchè non ho più capito,
ci fosse il libretto d'istruzioni, destra tu
tu invece sei riot, ho deciso per te a sinistra.
Che facile no?
E invece no.
Qualcuno li ascolta i genitori?
Qualcuno li ascolta i suoi vecchi?
Però per i vecchi pensieri si,
quelli si, rimangono sempre.
Inversamente proporzionale alla scemenza.
Scritto in un momento di pazzia da:
skigalletita alle ore 17:55 |
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