Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh! (...kerouac)
Oggi mi sento un pò come quell'uomo con le ossa di vetro.
E anche come quella ragazza bellissima che aveva paura.
Però oggi, dopo un bel pò, torno ad essere felice.
Forse perchè ho voltato qualche pagina.
cazzo quanto sono stufa di falsi adulti che si comportano come i bambini.
è ora di lavarsene la mani e andarsene.
in fondo è questo che mi avete insegnato, no?
ognuno pensa per se, agisce col culo.
tanto la testa non me l'avete mai insegnata ad usare,
figuriamoci se la sapete usare voi.
andavene lentamente a fanculo, siamo liberi, non causa delle vostre puttanate.
non passeranno ancora tanti mesi nello stesso tetto. anni di sicuro no.
basta, ecchecazzo.
non sopporto la gente che fa la nostalgica.
non riesco a capirla.
come quelli che dicono
"eh noi bambini degli anni Ottanta, noi col lecca lecca e il nascondino"
come quelli che lamentano
"eh io alla tua età, io che ho fatto grandi cose"
come quelli che chiamano in causa passati mai stati
"io sono stato artefice del Sessantotto, voi godete di quello per cui noi abbiamo lottato"
come quelli che pensano ci sia mai stata politica o democrazia.
come quelli che dimenticano che l'unica causa che c'è stata sono le persone.
le persone opportunistiche e fallibili.
le donne che abortivano e morivano.
le donne che crescevano figli e uomini.
le donne che non sono state istruite.
le donne che sono state uteri ospitanti.
uomini che hanno creduto bastasse il separatismo.
uomini che pensano basti guadagnare i milioni su fiumi di parole.
genitori che si accontentano di non perdere tempo a capire i propri figli.
e fanno i nostalgici "noi che giocavamo nei cortili,
ai giochi vecchi, noi che ci siamo sbucciati le ginocchia"
giovani ventenni che non pensano che forse sarebbe il caso di darsi una concretizzata di vita
e fanno i nostalgici "noi che i videogiochi non li usavamo", eccome se ci abbiamo giocato tutti,
adesso impara a crescere tu, gli altri ci pensano loro, mica gli serve una morale per mail.
forse dovreste imparare a vivere il presente e a trovare le vie migliori.
genitori, figli, giovani, stravecchi, politici, donne, indecisi, troppo decisi,
normali, depressi, mi ci butto pure io.
Basta.
Qualcuno
dia un fermo
alla retorica
e alle cose trite e ritrite
Dio quanto odio aprire e chiudere la bocca e star un male cane.
Non sto parlando di metafore, almeno questa volta!
Odio il male ai denti, e quello che c'è senza i denti...
Cazzo! e il mal di testa che viene di seguito..
Uffaaaaa... sento di avere una milza nel cervello
che funziona a rilento e si contrae per il male
ma ho letto una cosa bellissima...
"siete l'unico motivo per cui valga la pena di vivere, tutte, dalla prima all'ultima.
Noi siamo invece brutti e con poca fantasia...
non vi basta? "
Boia...
grazie
che bello..
però alle donne serve farselo dire un sacco sacco sacco di volte..
come i petali di margherita che non finiscono mai..
e alle volte la si butta,
come le cose belle che divengono normali...
ad un certo punto non sono più riuscita a bere il latte la mattina.
Ma dura un giorno, poi sento che mi manca..
non sopporto il thè e quelli che dicono che fa leggerezza,
solo perchè è trasparente..
caffeina, teina..
stesso, no?
abbiamo la facoltà di capire e comprendere
per creare la tristezza, per spezzare fiducia.
tanto anche se ci rimane tutto
comincieremo a sognare
quello che non abbiamo più,
e se manca troppo, desideriamo
quello che non possiamo toccare..
ABORTO: Genova, presidio e raccolta firme per applicazione 194
(AGI) - Genova, 18 feb. - Nessuna revisione o modifica della legge sull'aborto ma solo la sua piena applicazione: e' quanto chiede la Rete 194 composta da associazioni e singoli cittadini che si sono uniti a Genova per difendere la legge sull'interruzione di gravidanza e la liberta' di autodeterminazione delle donne. "La mancanza di finanziamenti ai consultori, di informazione e educazione sessuale nelle scuole e il fatto che negli ospedali non venga distribuita la RU486, la cosiddetta pillola del giorno dopo, costituiscono comunque attacchi alla corretta applicazione della legge sull'aborto", ha detto Laura Guidetti, della Rete 194. A tutto cio' vanno aggiunte le accuse da parte della Chiesa e, di recente, di formazioni politiche che strumentalizzano la 194 a fini elettorali: "Che nasca oggi un partito 'pro vita' e concorra alle elezioni su questo, non ha nulla a che vedere con il vissuto delle donne e con i problemi che le donne si trovano ad affrontare spesso da sole", ha detto Guidetti. Per questo sabato prossimo alle 16.30 e' stato organizzato un presidio in piazza De Ferrari a Genova e una raccolta firme in difesa della 194. Hanno gia' aderito il sindaco Marta Vincenzi, l'intera giunta comunale tranne l'assessore comunale all'Infanzia, Scuola e Servizi Demografici Paolo Veardo, due assessori e la vice presidente della Provincia di Genova, rispettivamente Milo' Bertolotto (Organizzazione e Personale), Renata Briano (Patrimonio Naturalistico, Caccia e Pesca) e Marina Dondero. Le associazioni aderenti alla Rete 194 hanno poi chiesto di incontrare l'assessore alla sanita' per cercare di comprendere la situazione ligure: sembra, infatti, che esista solo un medico a praticare l'interruzione di gravidanza all'ospedale San Martino mentre il Galliera, che prenderebbe sovvenzioni statali per gli aborti, indirizza le donne all'Evangelico. (AGI)
Manifestazioni in tutta Italia per difendere la 194
MILANO (art. del 14 febbraio 2008)
Centinaia di persone, in maggior parte donne, sono giunte a piazza San Babila a Milano per una manifestazione in difesa della legge 194 dopo il blitz antiaborto delle Forze dell’ordine nel Policlino di Napoli. Il presidio, a cui partecipano associazioni di Milano e Provincia, è stato indetto dalla Rete regionale lombarda "194 Ragioni".
«La vicenda di Napoli è inqualificabile da ogni punto di vista - dicono le donne - è un atto vigliacco e intimidatorio. Siamo qui per esprimere la nostra indignazione. Non siamo abortiste perché l’aborto è un dramma ma difendiamo il diritto delle donne ad interrompere una gravidanza all’interno di una delle strutture pubbliche per non mettere a repentaglio la loro vita - dice Vittoria Latella del Circolo Sibilla Aleramo di Cesano Boscone - dietro l’attacco alla 194 c’è un attacco alle donne. Ci vogliono togliere il diritto all’autodeterminazione». Alla manifestazione partecipano anche esponenti di Rifondazione comunista, di Sinistra critica, dell’Associazione Luca Coscioni e dei Radicali, tra gli uomini presenti il segretario della Cgil di Milano, Onorio Rosati, e il giornalista Gad Lerner.
Nasce tutto dalla vicenda qui delineata, penso chiunque abbia anche solo sentito un eco. Su laRepubblica qui, e tutti gli articoli in queste pagine. Dopo che qualcuno comincia a rumoreggiare per i diritti che ormai pensavamo essere irremovibili, ci scopriamo indietro di cent'anni, ma forse nessuno ancora ha capito dove sta la questione vera. Come al solito in Italia, non esiste una pragmatica applicazione della dialettica, ed ognuno porta avanti le sue smontabili certezze. Ferrara e la sua ipocrisia (e ignoranza forse?..cerco di non permettermi) sono solo una voce levata (io sono convinta che l'Italia è piena di piccoli Ferrara, questo ci mantiene arenati). Sono la prima a dire che sarebbe meglio se imparassimo cosa significa il termine tolleranza, ma evitiamo di sparare cazzate e dogmi quando certe cose non le si provano. Anche questa volta nessuno ascolterà nessuno.
Qualcuno si è mai chiesto il senso esistenziale della produzione subitanea dei gameti maschili??
Faccio meno la pudica. Perchè se l'uomo vivace culmina nel ricercato piacere animale espelle un sacco, ma proprio tante, ma un tantissime eh, bestioline malefiche con la coda?
Ebbene numerosi scienziati, filosofi, filocomunicazionisti, maschilisti, perditempo e professioni oscure si sono cimentati nella spiegazione esistenziale della cosa. E poi c'è lui, maligno odioso maschilista del cazzo, che pensa pure di poter mettere le dita callose nelle circonvoluzioni ingenue delle donne, il Sig.
Giulio Cesare Giacobbe
(che tu possa crepare presto)
Il presuntuoso sovracitato se ne esce, in uno dei sui libri che nn cito per non fargli piacere, con una cosa del genere:
"È un imperativo della natura. Il maschio deve accoppiarsi con più femmine possibile per assicurare la continuità della specie. Hai mai riflettuto sul perchè un uomo può rilasciare nella sua vita miliardi di spermatozoi contro le poche centinaia di ovuli di una donna? L'uomo è programmato per avere molti rapporti con donne diverse. Ma per fare questo non deve esserne coinvolto affettivamente. [e bla bla bla bla]"
Cioè, ragionando, se lui espelle tutti quei microbi in un sol colpo è per salvaguardare la specie. E non basta farlo su di una sola (perchè naturalmente siamo animali, mica ci funziona la testa...) lo deve fare su più possibili. Si, dai, come ragionamento è logico.....coi conigli, tua nonna!! Ma io, che sono molto intelligente poichè sono una fémmina, la penso un pò diversa.
Pensateci davvero bene. L'ovo da fecondare è uno, la strada è quella, è tutta dritta, più banale di così?? Verrebbe da pensare che ne basti uno solo. E invece no. Ne servono milioni a botta. Non dieci, magari anche solo per farsi coraggio, miliardi. E perchè? Dai, più ovvio di così. Il punto è che sono le cellule più stupide esistenti sulla faccia della terra. Se ne mando uno, si perde lungo la strada. Non ci arriva alla signora NuovaVita. È matematico, si ferma a prendere un caffè o a guardare le pareti rosee e crepa. Poichè la corsa è lunga, ardua, faticosa, cioè troppo un casino. Ne servono una caterba per volta perchè in questo modo qualcuno di sicuro arriva a destinazione, magari perchè quello prima distrandosi si schianta contro la parete e il moto acquoso o di aria (o madonna, ma lì dentro è tutto vuoto??) respinge quelli davanti micronesimidispazio più in là. È una lotta per la soppravvivenza, cioè in realtà è una pura cagata, ma bisogna affrontare gli ostacoli in branco cospicuo, come si suol dire "su mille uno ce la fa".
N.b.: per chiunque leggi queste elucubrazioni, non prendete sul serio
Il punto della questione è che quanto funziona una cosa, se ne inceppa un'altra. È una legge sempre valida. Oggi sono arrivata fino al treno senza accorgermene, il potere della routine, non avevo musica nelle orecchie, o altre cose che potevano distrarre. Semplicemente una direzione, e se non siamo direzionati stiamo male. E se non abbiamo senso stiamo ancora peggio. Io sto da culo cmq vada. So cosa voglio, perchè non dovrebbe essere giusto? Perchè passiamo tanto tempo a distruggere le certezze altrui? Basta, non ho voglia di parlarne. Almeno aspetto a vedere cosa succede verso metà febbraio. Che palle avere 20anni, è come averne 40, giù di lì c'è chi ci arriva anche senza figli e col cervello di un cretino. Una delle cose positive di una giornata che mi ha fatto venire il mal di mente (ma va) sono i White Stripes. Punto. Neanche il telefono suona..minchia ma il mio telefono, quello mio rosa, che fine ha fatto??
ma qndo arriva natale? eh????
quando arriva quel momento in cui me ne starò a guardare le luci nel buio del salotto, esattamente come accadeva mentre passava via l'infanzia..che siccome mi sono sempre mangiata le unghie neanche per quelle potevo cercare di trattenerla. E' tutto un gran casino adesso, nessuno si sente più in dovere di farti regali, di farti sentire importante "sei
grande, i regali si fanno ai bambini". Anche l'affetto si dà solo ai bambini?
Spero che tutti i Natali che passeranno mi faranno diventare diversa e un mucchio migliore di chi ha fatto finta di farmi crescere e che ha cercato d'impormi qualche insulso valore, di cui non riesco a liberarmi.
Allora scrivo al Babbo, 10 anni dopo:
"Caro papà delle fiabe, dei baci delle mamme per la buona notte, della felicità del 20%, dei risparmi, delle renne. Carissimo Babbo spero sia per merito dei toscani che mi piacciono tanto che ti chiamiamo così. Carissimo Babbo, sono stata cattiva qst'anno, sono stata tremendamente curiosa, ho viaggiato, ho imparato ad amare, sono stata amata, sono stata brava riparmiatrice e virtuosa, proprio come i miei genitori cattolici e poco più m'hanno imposto. Pretendo una cosa sola, una cosa semplicissima, una al giorno ma sò che mi fermerò qui perchè pecco anche di modestia: voglio sapere chi sono.
sn un biscottino...ho ancora vent'anni, una direzione imprecisa, un'apertura anche poco limitata, una stranezza incollata addosso, una tendenza e un'ossessione a trovare il senso dei dettagli che vivo, incessantemente penso penso penso..e le cose meritevoli le scrivo, per nn dimenticare..
Odio ma Amo
Odio
l'inerzia umana Le solite cose la noia il vuoto esistenziale nn capire nn essere capita la gente ke ignora la gente ke se ne frega di tutto sì soprattutto vasco quelli che "oh mio dio io ho fatto questo e quello" il bla bla bla gli ottusi & i bigotti la gente di destra la gente ke sta troppo bene quella ipocrita quella che se la tira banale? la guerra l'infanzia senza gioco coloro che decidono per noi www giorgio cespuglio il diritto chi m'ignora i perizomi la mostarda la gente truzza svegliarmi presto il San Vale i palpeggiatori non conoscere il mio vicino di casa e sapere tutto quello che dice fa pensa caga il vip inutile i RUTTI e LA GENTE CHE RUTTA altre milioni di cose Amo
amare essere amata colui che mi ama l'amicizia sincera le chiacchere disimpegnate le caramelle rotolarsi sui prati pensare e parlare formulare cagate baciare la gente il sorriso dei bambini la chiarezza le persone leali le persone sane di mente lo spritz in piazza nn avere pensieri ridere ridere ballare schifezze il grif che balla il cinema d'autore i pomeriggi nel terrazzo kerouac e la bit Coelho, Pavese, Benni il coraggio di esprimersiesporsi viaggiare verso mete sconosciute conoscere gente nuova il messico e il marcos lasciarsi cullare dal mare vivere senza pensieri